
Dal Corriere di oggi:
Le fondazioni hanno «battuto» i fondi e nel consiglio di
Mediobanca entra per i soci di minoranza il presidente di Carisbo
Fabio Roversi Monaco. Sulla lista presentata dagli enti è confluito il 9,5% del capitale, mentre al candidato di Assogestioni, Francesco Giavazzi, è andato il 7%. Con la «sfida», il cui esito non era scontato, si è chiusa ieri pomeriggio l' assemblea di Piazzetta Cuccia, che ha rinnovato il vertice, approvato bilancio e statuto ed è stata seguita da un board che ha completato la «governance». Riunione aperta con i dati del primo trimestre, chiuso in utile per 57 milioni. In calo rispetto a 12 mesi prima (127 milioni) ma realizzato, ha sottolineato l' amministratore delegato
Alberto Nagel, in un contesto disastroso. «È il peggior trimestre che abbia visto nel mio percorso professionale, in cui si è temuto e si teme per la tenuta del sistema e di alcuni suoi attori. Nonostante questo
Mediobanca ha chiuso con utile più basso, ma vero e importante». È stato fondamentale «il lavoro di diversificazione delle fonti di ricavo, in settori come credito al consumo, asset management e retail, meno esposti ai mercati» rispetto all' investment banking. E poi c' è lo sviluppo oltre frontiera: «Senza il contributo dell' estero», i risultati trimestrali sarebbero stati peggiori». «Continuerò a essere noioso e coerente nell' intendimento di costituire dal 2003 un gruppo più internazionale» nel core business di banca d' affari. Rafforzeremo ancora la nostra presenza all' estero. Guardiamo con crescente interesse a Cina e Turchia». Dopo l' assemblea il consiglio ha completato la governance dell' istituto, che ha visto novità di rilievo nella geografia del board con l' aumento degli indipendenti (saliti a otto) e delle donne (quattro) e con l' introduzione delle soglie di età per i partecipanti. In particolare la svolta in direzione dell' autonomia della banca è sottolineata dalla composizione del comitato esecutivo, con i manager dell' istituto in maggioranza (cinque su otto), e nel nomine, che sceglie i candidati per i vertici delle partecipazioni strategiche a cominciare da Generali: con il presidente di Piazzetta Cuccia
Renato Pagliaro,
Alberto Nagel e il direttore generale
Francesco Saverio Vinci, siedono ora non rappresentanti diretti di azionisti ma due consiglieri indipendenti, Angelo Casò e Elisabetta Magistretti. E sulle partecipazioni
Alberto Nagel ha aggiunto due osservazioni. la prima su Telecom: «La valorizzazione dev' essere fatta per via ordinaria e straordinaria. Le società devono saper approfittare anche di operazioni di merger & acquisition. Il tema è condiviso da tutti i soci Telco, ma va rimesso all' amministratore delegato». E su Rcs MediaGroup, editore del Corriere della Sera,
Alberto Nagel ritiene sia richiesto «a tutti un maggior contributo, con un impegno dei soci sindacati, dei soci non nel sindacato e del management», perché il settore nel quale opera «richiede uno sforzo particolare, anche da parte del primo azionista»