mercoledì 29 febbraio 2012

Nomura promuove Mediobanca allo sportello

Per Mediobanca, l'istituto guidato da Alberto Nagel, la crescita passa più dallo sportello che dal salotto, scrive il Giornale di venerdì.
Gli analisti di Nomura infatti, dopo avere esaminato i conti relativi al secondo trimestre dell´esercizio 2011/2012, continuano a consigliare l'acquisto del titolo Mediobanca e stimano un obiettivo di prezzo pari a 6 euro.
Merito soprattutto del valore inespresso nelle attività di banca commerciale (concentrate nelle controllate CheBanca! e Compass) ma anche delle notizie positive che Nomura si aspetta da un'eventuale rivalutazione del pacchetto posseduto in Generali (pari al 13,4% del capitale). Ad essere apprezzati dagli analisti sono anche il taglio dei costi e l'annunciata espansione dei prestiti nel retail, nonostante la forza concorrenza nel settore.

lunedì 9 gennaio 2012

Renato Pagliaro

Renato Pagliaro è:

Nato a Milano nel 1957, Renato Pagliaro è laureato in Economia Aziendale alla Bocconi, Dottore Commercialista e Revisore Contabile.

Renato Pagliaro lavora in Mediobanca dal 1981, con incarichi di sempre crescente responsabilità:
  • funzionario nel 1985,
  • Dirigente nel 1991,
  • Direttore Centrale nel 1997,
  • Vice Direttore Generale nell'aprile 2002,
  • Condirettore Generale-Segretario dei Consiglio di Amministrazione dall'aprile 2003,
  • Presidente del Consiglio di Gestione dal luglio 2007 all'ottobre 2008,
  • Consigliere di Amministrazione dall'ottobre 2008,
  • Direttore Generale dall'ottobre 2008 al maggio 2010,
  • Presidente del Consiglio di Amministrazione dal maggio 2010

giovedì 5 gennaio 2012

Fusioni bancarie sulle spalle del Sud Italia

Dal 1995 al 2011 le acquisizioni e le fusioni bancarie condotte dalle banche del Nord hanno ridotto da 313 a 148 il numero di Istituti di credito con sede in una delle regioni meridionali.
Nello stesso periodo il numero di posti di lavoro nel comparto del credito nelle regioni del Sud è diminuito di 35 mila unità, circa 10 mila delle quali perse solo in Sicilia.
Questi i dati che emergono da una ricerca della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani).

Tra gli effetti del fenomeno "c’è stata una forte contrazione nel credito verso la piccola e media impresa" (Ansa, 9.11.2011). "Nelle province dove più alta è stata la quota di fusioni o acquisizioni che ha interessato le banche locali, i prestiti erogati alle piccole imprese sono risultati inferiori. Il fenomeno ha toccato il suo picco massimo tra il 1995 ed il 2001: mentre nel Centro Nord il rapporto tra depositi e prestiti è aumentato costantemente dall’1,28% del 1995 all’1,64% del 2001, nel Mezzogiorno è sempre rimasto stazionario attorno all’1%. Tra il 2002 ed il 2010 si è registrata invece una crescita più intensa dei prestiti rispetto a quella verificatisi nel Settentrione, ma ancora una volta a beneficiarne è stata la grande impresa a scapito delle pmi locali" (Adnkronos, 9.11.2011).

giovedì 1 dicembre 2011

Francesco Saverio Vinci

Francesco Saverio Vinci è il Direttore Generale e Vice Presidente del Comitato Esecutivo di Mediobanca.
Milanese, 49 anni, è sposato con due figli.
Dopo la maturità classica al Parini si è laureato in Bocconi.

Vinci lavora in Mediobanca dal 1987, con incarichi di sempre crescente responsabilità:
  • Direttore Centrale dell’Area Mercati Finanziari dal 2000
  • Vice Direttore Generale dal marzo 2006
  • Componente del Consiglio di Gestione dal luglio 2007
  • Componente del Consiglio di Amministrazione e Membro del Comitato Esecutivo dall’ottobre 2008
  • Direttore Generale e Vice Presidente del Comitato Esecutivo dal maggio 2010
Attualmente Francesco Saverio Vinci è anche Consigliere di Amministrazione di Assicurazioni Generali, Banca Esperia, Compagnie Monégasque de Banque e Vice Presidente di Mediobanca Securities USA LLC.

giovedì 24 novembre 2011

Francesco Perilli

Francesco Perilli, l'amministratore delegato della banca d'investimento Equita SIM, fa anche parte della commissione direttiva di Assosim, l'Associazione Italiana Intermediari Mobiliari.

Dopo due anni di esperienza come Ufficiale di Marina, Perilli si è laureato in Economia e Commercio presso l'Università Luigi Bocconi di Milano, per poi specializzarsi presso la New York University.

In Euromobiliare dal febbraio 1985, ha seguito la trasformazione in SIM di Euromobiliare, che ha cambiato ragione sociale in Equita SIM successivamente all'operazione del dicembre 2007, quando il fondo di private equity americano JC Flowers & Co. è entrato nell'azionariato.

Dal 1989, Francesco Perilli è responsabile della consulenza sugli investimenti in azioni.
Dal 1992 Equita SIM ha incorporato anche le attività di Equity Capital Market (ECM) ed Advisory di Euromobiliare.

Dal 1996 al 1997 è stato anche membro dell'ultimo comitato direttivo di Borsa Italiana, prima della sua privatizzazione.

Il sito personale di Francesco Perilli è www.francescoperilli.com.

domenica 30 ottobre 2011

Mediobanca: più estero, vincono le Fondazioni, Roversi Monaco in consiglio

Dal Corriere di oggi:
Le fondazioni hanno «battuto» i fondi e nel consiglio di Mediobanca entra per i soci di minoranza il presidente di Carisbo Fabio Roversi Monaco. Sulla lista presentata dagli enti è confluito il 9,5% del capitale, mentre al candidato di Assogestioni, Francesco Giavazzi, è andato il 7%. Con la «sfida», il cui esito non era scontato, si è chiusa ieri pomeriggio l' assemblea di Piazzetta Cuccia, che ha rinnovato il vertice, approvato bilancio e statuto ed è stata seguita da un board che ha completato la «governance». Riunione aperta con i dati del primo trimestre, chiuso in utile per 57 milioni. In calo rispetto a 12 mesi prima (127 milioni) ma realizzato, ha sottolineato l' amministratore delegato Alberto Nagel, in un contesto disastroso. «È il peggior trimestre che abbia visto nel mio percorso professionale, in cui si è temuto e si teme per la tenuta del sistema e di alcuni suoi attori. Nonostante questo Mediobanca ha chiuso con utile più basso, ma vero e importante». È stato fondamentale «il lavoro di diversificazione delle fonti di ricavo, in settori come credito al consumo, asset management e retail, meno esposti ai mercati» rispetto all' investment banking. E poi c' è lo sviluppo oltre frontiera: «Senza il contributo dell' estero», i risultati trimestrali sarebbero stati peggiori». «Continuerò a essere noioso e coerente nell' intendimento di costituire dal 2003 un gruppo più internazionale» nel core business di banca d' affari. Rafforzeremo ancora la nostra presenza all' estero. Guardiamo con crescente interesse a Cina e Turchia». Dopo l' assemblea il consiglio ha completato la governance dell' istituto, che ha visto novità di rilievo nella geografia del board con l' aumento degli indipendenti (saliti a otto) e delle donne (quattro) e con l' introduzione delle soglie di età per i partecipanti. In particolare la svolta in direzione dell' autonomia della banca è sottolineata dalla composizione del comitato esecutivo, con i manager dell' istituto in maggioranza (cinque su otto), e nel nomine, che sceglie i candidati per i vertici delle partecipazioni strategiche a cominciare da Generali: con il presidente di Piazzetta Cuccia Renato Pagliaro, Alberto Nagel e il direttore generale Francesco Saverio Vinci, siedono ora non rappresentanti diretti di azionisti ma due consiglieri indipendenti, Angelo Casò e Elisabetta Magistretti. E sulle partecipazioni Alberto Nagel ha aggiunto due osservazioni. la prima su Telecom: «La valorizzazione dev' essere fatta per via ordinaria e straordinaria. Le società devono saper approfittare anche di operazioni di merger & acquisition. Il tema è condiviso da tutti i soci Telco, ma va rimesso all' amministratore delegato». E su Rcs MediaGroup, editore del Corriere della Sera, Alberto Nagel ritiene sia richiesto «a tutti un maggior contributo, con un impegno dei soci sindacati, dei soci non nel sindacato e del management», perché il settore nel quale opera «richiede uno sforzo particolare, anche da parte del primo azionista»

martedì 6 settembre 2011

Bpm: ipotesi slittamento aumento di capitale

Secondo quanto riportato da Il Messaggero l’operazione di ricapitalizzazione di Banca Popolare di Milano attesa nella seconda metà di questo mese potrebbe subire uno slittamento a causa delle avverse condizioni di mercato. Secondo quanto riportato dal quotidiano, in particolare, nel corso dei prossimi giorni i vertici dell’istituto bancario chiederanno alla Banca d’Italia un rinvio dell’operazione.
Secondo Il Giornale questo incontro si terrà tra mercoledì e giovedì, nel frattempo il direttore generale Enzo Chiesa avrebbe incontrato ieri le banche del consorzio di garanzia per discutere la questione.
Un possibile slittamento dell’operazione di aumento di capitale di Bpm, ricordiamo, era già stato ipotizzato poche settimane fa, un’indiscrezione che però fu prontamente smentita dalla banca.

(da Borsaforex.it)

Mediobanca: autunno decisivo per l'istituto guidato da Alberto Nagel

Il CorrierEconomia analizza le ultime novità in Mediobanca, che si appresta a vivere un autunno decisivo dopo le mosse di Diego Della Valle e di Vincent Bollorè, con il primo che è salito all'1,9% e il secondo che punta al 6% (il secondo azionista singolo dopo Unicredit con l'8,6%).
Dal punto di vista industriale va segnalato il successo di Che Banca! e l'attenzione alla partita sulla Popolare di Milano. E nel futuro sembra esserci sempre meno holding e maggior impegno sul fronte del "merchant".

"Ci sono elementi che appartengono al «nuovo corso» dell'istituto guidato da Alberto Nagel, sempre meno holding e più banca d'affari, più internazionale e retail. Un nuovo corso che si ritrova anche nella quotazione: rispetto ad agosto 2010 la capitalizzazione di Mediobanca è rimasta pressoché invariata a 5,5 miliardi. Però 12 mesi fa la partecipazione in Generali (13,2% circa) valeva 3 miliardi, mentre le attività bancarie 2,5. Oggi i pesi si sono invertiti: la quota detenuta nel Leone ha perso circa 500 milioni, la banca ne ha guadagnati 500.
In quanto alla solidità, Mediobanca ha oggi un core tier 1 superiore all'11%. Facendo sempre riferimento ai termini messi sotto osservazione da Basilea 3, l'istituto non mostra tensioni sulla liquidità. Il rapporto fra impieghi (35 miliardi circa) e raccolta (52 miliardi) è pari al 70%: ciò significa che il 30% è liquidità, tesoreria, e che la banca non ha bisogno di raccogliere «a qualunque prezzo», anzi."

(da Corriere della Sera: "Mediobanca: soci e strategie. Nuovo attivismo in Piazzetta Cuccia", pag 5)

giovedì 1 settembre 2011

Andrea Cingoli

Andrea Cingoli è l'ad di Banca Esperia, boutique di private banking di Mediobanca.
Ecco la sua biografia:

Nato a Vimercate il 29 agosto del 1960, Andrea Cingoli è sposato con 2 figli.
Ha conseguito la maturità classica preso l'Istituto Zaccaria di Milano e si è laureato in Economia Aziendale alla Bocconi di Milano. Dopo al laurea si è specializzato in economia e business alla UCLA e alla Princeton University.

Andrea Cingoli
ha iniziato la sua carriera in Interbanca. Nel 1989 ha partecipato allo start-up della Banca Internazionale Lombarda, la prima realtà di Wealth Management nel mercato italiano.
Nel 1996 è stato assunto dalla neo costituita UBS Italia come Vicedirettore Generale, con la responsabilità di sviluppare e gestire il Team di Private Bankers. Nel 2002 è entrato nel CdA di UBS Italia come Vice Presidente ed è poi stato nominato Presidente della neo costituita UBS Fiduciaria.
Nel 2005 Cingoli è diventato responsabile della Direzione Commerciale di UBS Italia dedicata ai Key Clients su tutto il territorio nazionale. Nel 2006 è stato nominato deputy del Responsabile Key Clients dell’area South Europe, Middle East and Africa. Nel 2008 ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato di UBS Italia.

Dal 22 aprile 2009 Andrea Cingoli è l'Amministratore Delegato di Banca Esperia.
Oltre a questa carica, Cingoli è anche membro del CdA e del Comitato Direttivo e rappresentante di Banca Esperia in AIPB, l'Associazione Italiana Private Banking.

Banche positive: brilla UBI Banca

Andamento positivo per i bancari, dopo i pesanti ribassi subiti ieri. UBI Banca ha registrato un rialzo del 3,44% a 2,586 euro. Dopo la diffusione dei risultati semestrali gli analisti di UBS e di NatIxis hanno tagliato il prezzo obiettivo sull’istituto rispettivamente a 2,8 euro e a 2,85 euro. Entrambe le banche d’affari hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Sulla stessa lunghezza d’onda Equita sim, la banca d’affari guidata da Francesco Perilli, che ha ridotto da 4,1 euro a 3,1 euro per azione la valutazione sulla banca, ribadendo il giudizio “Hold” (mantenere). Banca Leonardo ha sforbiciato da 4,8 euro a 3,6 euro il target price su UBI Banca. Tuttavia, gli esperti hanno migliorato il giudizio sulla banca e ora consigliano l’acquisto delle azioni. Molto bene anche Unicredit (+2,72% a 0,9425 euro) e il Banco Popolare (+4,01%), mentre IntesaSanpaolo è rimasta invariata a 1,134 euro. Mediobanca ha guadagnato l’1,82% a 6,425 euro. Il finanziere francese, Vincent Bolloré, ha ribadito la volontà di salire al 6% nel capitale dell’istituto guidato da Alberto Nagel. Il Credem ha guadagnato il 4,92% a 3,2 euro. Gli analisti di Banca Akros hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla banca emiliana, portandolo da 3,65 euro a 3,75 euro. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.