mercoledì 6 ottobre 2010

Cesare Geronzi: il ruolo delle fondazioni

Cesare Geronzi, il presidente delle Generali, intervistato da Michele Arnese su Il Foglio, si interroga sul ruolo che le fondazioni continuano ad avere negli istituti di credito.

Di certo - scrive Il Foglio - il suo giudizio non è assai lontano da quello del Wall Street Journal che ieri ha scritto di uno “spettacolo non edificante che ha lasciato una delle più grandi banche europee senza timone per nove giorni”. Un rilievo indiretto agli uomini forti di Cariverona (Paolo Biasi) e Crt (Fabrizio Palenzona)? “Non faccio nomi — dice Cesare Geronzi — m’interrogo piuttosto su un’evoluzione delle fondazioni bancarie che hanno dato un grande apporto alla riorganizzazione creditizia per un quindicennio, sono potenzialmente un fattore di stabilità, ma vanno prevenuti i rischi per la loro autonomia che si riverberebbero in rischi per l’autonomia delle banche. E’ stato d’altronde il governatore Mario Draghi ad affermare, nelle ultime Considerazioni finali, che saranno le fondazioni, nella loro autonomia, le prime a tutelare l’indipendenza a del management”. A 20 anni dalla legge Amato-Carli una riflessione del genere, senza pregiudiziali di sorta, è opportuna - è il pensiero di Cesare Geronzi - senza prefigurare conseguenze. Non dobbiamo prestare il fianco a chi ha sostenuto, in altri tempi, l’autoreferenzialità delle fondazioni perché così non è, e neppure a chi le ha paragonate a un ircocervo o a Frankenstein.

(da "Cesare Geronzi rivoluziona Generali scrutando le pene di Unicredit", Il Foglio)

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